Esame del fondo oculare: che cos’è e a cosa serve?

Quando si parla dell’esame del fondo oculare nascono sempre numerosi dubbi e altrettante perplessità. In effetti, in molti non capiscano a cosa serve, cosa comporti, come venga effettuato e così via. Cerchiamo, quindi, di chiarire un po’ le varie questioni relative all’esame del fondo oculare.

Quest’ultimo permette di eseguire una completa indagine di tutte le strutture situate nella parte posteriore della cavità oculare, dietro al cristallino e all’iride. Parliamo del corpo vitreo, della papilla del nervo ottico e della retina. L’esame viene eseguito da un professionista che, per svolgerlo, si avvale della moderna attrezzatura. Proprio grazie a quest’ultima lo specialista è in grado di rilevare la presenza delle possibili malattie oppure di monitorare la progressione di altre patologie. Tra queste vale la pena ricordarsi, per esempio, della maculopatia o della degenerazione maculare senile. A tutto questo si aggiunge anche la possibilità di prestare attenzione a dei sintomi che potrebbero rappresentare l’inizio di una nuova patologia.

Per esempio, grazie a una visita di questo genere è persino possibile osservare alcuni sintomi clinici, come le miodeopsie, i difetti lacunari oppure legati alla emianopsia (cioè alla perdita parziale del campo visivo).

Cos’è l’esame del fondo oculare?

Si tratta di un esame eseguito a scopo diagnostico. Tale esame permette di studiare meglio le varie strutture situate dentro al bulbo oculare. In particolar modo l’esame si concentra su tutto ciò che concerne la retina (di cui vengono studiate la macula e la zona retinica centrale), oltre che la papilla del vicino nervo ottico. Tutto questo permette ottenere delle informazioni a 360° su tutto ciò che concerne lo stato della cavità oculare e la presenza delle eventuali complicazioni oppure patologie di vario genere.

Perché eseguire l’esame del fondo oculare?

Spesso e volentieri diverse persone si chiedono quale sia il motivo per cui convenga eseguire questo esame. La risposta è tanto semplice quanto banale: grazie a questo esame è possibile “fermare” la progressione delle eventuali patologie del bulbo oculare accorgendosi in tempo della loro presenza. Ovviamente, affinché si possa ricevere tutte le informazioni necessarie, è necessario che un esame di questo genere venga eseguito non solo con uno strumento ad altissima precisione, ma anche che a farlo sia un vero e proprio professionista di questo settore. Spesso, difatti, è possibile confondersi in merito ai risultati e non sempre l’analisi strumentale riesce a fornire una risposta univoca a tutti i problemi.

Come avviene l’esame del fondo oculare?

Come già accennato, quest’ultimo viene eseguito su richiesta del cliente e può essere prescritto dal medico per verificare l’eventuale presenza delle patologie del fondo oculare. Può essere eseguito con vari strumenti, ma per riuscire a ottenere dei dati certi e precisi si consiglia di avvalersi soltanto dei dispositivi che funzionano grazie alle ultime tecnologie di questo settore. Questo tipo di esame viene svolto sempre e solo in regime ambulatoriale dall’oculista. Oltre a usare una sola apparecchiatura, il medico specialista può avvalersi anche dell’utilizzo di altre apparecchiature. Si tratta di un esame invasivo che non comporta alcun fastidio o sensazione dolorante per il paziente.

Se si vuole ottenere una visione più precisa delle strutture interne del bulbo oculare vengono dilatate le pupille usando un specifico liquido, il collirio midriaco. Successivamente si fanno passare circa 20 minuti prima di eseguire l’esame. In alcuni casi vengono utilizzati anche dei colliri con l’effetto cicloplegico.

Alla fine dell’esame al paziente viene fornito un referto completo di tutti i dettagli relativi alle possibili patologie riscontrate.

La preparazione all’esame del fondo oculare non richiede di compiere delle particolari operazioni. Si consiglia, però, di portare con sé la documentazione oculistica precedente oltre che gli occhiali correttivi in utilizzo, se c’è ne sono.

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