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Il Carbone vegetale è da sempre un rimedio naturale nonché efficace per le problematiche che interessano lo stomaco e l’apparanto digerente tutto. Radicato nella mentalità collettiva rimane fra i preferiti come metodologia per alleviare taluni fastidi e ritrovare il benessere generale. 

Indicato nei casi di avvelenamento di una certa entità è altre sì impiegato in presenza di gonfiore di stomaco eccessivo, digestione rallentata o sottoposta ad affaticamento eccessivo. Utilizzato e cercato come un elisir del benessere, per via della sua origine completamente naturale, non è però esente da alcune controindicazioni. Deboli ma presenti. Che, a dire il vero, sono davvero poche. Più orientate verso un uso intelligente e sensato che non mirato a effetti collaterali seri. 

Ma se è così portentoso… perché non usarlo al meglio senza commettere errori? 

Il carbone vegetale è anche chiamato carbone attivo. Generalmente lo si trova in forma di pastiglie. Ma i più esperti lo usano anche in soluzione polverosa, somministrata e misurata attraverso cucchiaini comuni da caffè.

Ad ogni modo, in capsule o in polvere la scelta è strettamente soggettiva e oggettiva. Difatti conserva le sue caratteristiche di capacità di assorbimento in entrambi i casi.  Attualmente è usata, in particolare, nel campo della medicina. La sua estrazione principale deriva dal legno di pioppo, oppure salice e altre varietà, sottoposti al processo di carbonizzazione. 

Processo eseguito senza fiamma. Cosa vuol dire? Semplicemente che la combustione non avviene in forma tradizionale bensì facendo salire la temperatura fino a 700° in completa assenza di ossigeno. Disidratando, in questo modo, il legno senza perdere con la combustione le sue proprietà mediche e capacità di intervento.

In seguito, viene raffinato ulteriormente. Fino ad essere poroso per accentuare la sua forza naturale di assorbenza di cibi ed elementi tossici.  L’intervento del carbone in polvere è indicato nelle eventualità di emergenza, che si tratti di noie digestive o avvelenamento ha la capacità di trattenere micro particelle fra i suoi pori ( ecco perché la raffinazione è necessaria ).

In questo modo l’assorbimento nei tessuti molli interni è contrastato. 

Altre sì il carbone vegetale torna utile in casi più comuni. E’ infatti buona abitudine averlo a disposizione in caso di noie dovute ad aerofagia, stomaco teso e meteorismo. Ancora, nei casi di digestione malsana e disordini della flora batterica intestinale. Flora batterica presente in quantità eccessiva. 

Carbone vegetale adatto come rimedio naturale

Ampiamente conosciuto e presentato nei problemi redatti da tutto l’apparato digestivo e intestinale interviene anche in caso di acidità dello stomaco. La sensazione di acidità spesse volte dipende dalla risalita dei succhi gastrici presso l’esofago. Il carbone vegetale interviene assorbendolo. 

Tale processo di assorbimento del carbone vegetale ha effetti salutari anche sull’alitosi. Dovuta, come si sa, dal proliferare batteriologico all’interno della bocca. 

Un pò meno conosciuto è il trattamento con carbone vegetale in caso di dissenteria e irritazione del colon. La sua porosità assorbendo i liquidi eccessivi rende le feci più solide. 

Se l’uso del carbone vegetale è consueto può capitare che il colore delle feci si sposti sulla tonalità leggermente scura… nessuna paura. Il carbone vegetale, di che colore è? 

In che quantità assumere il carbone vegetale?

In linea generale, e come per ogni situazione di auto medicamento, è sempre saggio sentire il parere del proprio medico di base. 

Un’indicazione generale, sicuramente, implica una somministrazione ciclica di massimo tre settimane. Assumendo due pasticche (o cucchiaini, se la soluzione è in polvere) per tre volte al giorno, lontano dai pasti. 

Nel caso di somministrazione su bambini è raccomandabile ascoltare prima il pediatra.

Altre sì, in caso si stiano assumendo terapie per patologie già presenti, essendo un rimedio assorbente il carbone vegetale, è saggio consultare il proprio medico curante. Per non incorrere nel pericolo di limitare l’efficacia dei farmaci curanti. Un’ultima osservazione. Il carbone vegetale è sì vegetale e dalle proprietà davvero intrinseche. Ma non è la scelta più consona nell’eventualità di blocchi di intestino, attacchi di appendice nonché ulteriori patologie di matrice occlusiva dello stomaco. Tuttavia lo possiamo trovare con un giusto dosaggio in bevande dimagranti come la Black Latte di cui abbiamo eseguito una recensione nella sezione dedicata del nostro sito. 

Dove posso si può trovare il carbone vegetale?

La sua reperibilità è davvero semplice. Farmacia, para farmacia e naturalmente presso l’erboristeria di fiducia. Se si sceglie la comoda soluzione di acquisto via web accertarsi che il sito sia affidabile, preparato sulle soluzioni naturali. Quindi scegliere piattaforme specializzate sull’argomento di medicazione e intervento naturale ed evitare l’acquisto su siti generici. 

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A cosa serve il carbone vegetale e dove trovarlo  
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A cosa serve il carbone vegetale e dove trovarlo  
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Utilizzato e cercato come un elisir del benessere, per via della sua origine completamente naturale, non è però esente da alcune controindicazioni. Deboli ma presenti. Che, a dire il vero, sono davvero poche. Più orientate verso un uso intelligente e sensato che non mirato a effetti collaterali seri.  Ma se è così portentoso... perché non usarlo al meglio senza commettere errori? 
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