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Il burro di karité, dove nasce

Il burro di karité viene estratto dai semi del karité, pianta che cresce nella savana, la Vitellaria Paradoxa, della famiglia delle Sapotaceae. Fu scoperta da un esploratore scozzese, Mungo Park, durante uno dei suoi viaggi lungo i territori del Niger. Diffusa in Sudan, Gambia e Senegal,

viene utilizzata ogni parte della pianta: buccia e polpa del frutto vengono mangiate crude o adoperate cotte. Il burro di karité vero e proprio è la parte grassa del frutto ed è impiegata anche come cosmetico. Quello che resta del processo di lavorazione viene usato come mangime per gli animali, mentre il legno dell’albero, che è molto duro e resistente, è adoperato nella costruzione di utensili da lavoro.

Il burro di karité in cucina

Ingrediente della cucina africana, era molto sfruttato durante i periodi di carestia, ma ancora oggi serve a dare sapore ai piatti della tradizione culinaria africana. È utile come grasso di cottura, valida alternativa all’olio di palma, di cui ultimamente si è detto e scritto moltissimo. Contiene una grande quantità di antiossidanti, acidi grassi essenziali e vitamine.

Viene usato anche nell’industria dolciaria, soprattutto in Giappone, nella produzione della cioccolata, utilizzato come surrogato del burro di cacao, e in generale come sostituto della margarina.

Non raffinato, invece, acquistabile nei negozi del commercio equo e solidale, ha diverse declinazioni interessanti. Per preparare delle ottime salse, come nella tradizione africana, per il suo caratteristico sapore dolciastro che può rendere intrigante la sperimentazione di piatti dal sapore esotico. Nel caso in cui si voglia preparare una colazione vegana, spalmato sul pane o sulle fette biscottate, sarà un perfetto succedaneo del burro tradizionale, sposandosi perfettamente con una marmellata a base di arance. Sembra che nella cucina vegetariana, questo ingrediente sia davvero molto popolare. Alcuni intrepidi lo usano al posto dell’olio di oliva. Si presta a sperimentazioni, anche se il suo odore piuttosto penetrante potrebbe non essere di gradimento per i palati abituati ai sapori tradizionali.

Per quanto riguarda il suo utilizzo nella produzione di cioccolata, c’è da dire che da noi è pressoché inutilizzato. Si trova più che altro in cioccolata d’importazione. Una curiosità. Forse non tutti sanno che solitamente il cioccolato prodotto esclusivamente con burro di cacao viene indicato sulla confezione come puro. Non lo è se nella preparazione vengono adoperati grassi vegetali, tra i quali appunto il burro di karité, il burro di cocum e l’olio di palma. In tal senso, il Parlamento europeo ha stabilito che la quantità di grassi vegetali non può superare la quota del 5% e ha anche indicato quali debbano essere i sei grassi vegetali ammessi nel ciclo di produzione della cioccolata. Il burro di karité è uno dei sei. I puristi del cioccolato hanno iniziato una guerra contro questa decisione. Del resto, poco male, un ingrediente così eclettico può avere un ottima utilizzazione in molti altri settori industriali, e non solo, visto che è molto apprezzato anche nel settore del biologico.

Elisir di bellezza e giovinezza

Al di là dell’uso che se ne può fare in cucina, il burro di karité è uno degli ingredienti più importanti nella preparazione dei cosmetici. Da sempre è considerato sacro dalle popolazioni indigene che lo ritenevano frutto dell’albero della salute e della giovinezza. Era un toccasana non soltanto per la cura dell’epidermide ma anche per alleviare i dolori muscolari.

Essendo ricco di vitamine, aiuta ad alleviare l’epidermide irritata dei bambini e anche degli adulti, specialmente nei periodi estivi e invernali.

È molto apprezzato dalle donne che allattano, perché aiuta a prevenire le ragadi al seno e se avete una passione per i prodotti di bellezza autoprodotti, il burro di karité è perfetto per la preparazione di deodoranti fatti in casa. Basta aggiungerne venti grammi alle stesse quantità di amido di mais, un addensante naturale, e al bicarbonato di sodio, che è invece un disinfettante naturale. E avrete il vostro deodorante naturale, tutto biologico. Può essere in stick, lasciandolo condensare, oppure in crema. Diventerà spalmabile al contatto col calore della pelle, mantenendola profumata per ventiquattro ore.

Contiene anche sostanze insaponificabili, che contribuiscono a mantenere la pelle elastica, proteggendo dagli agenti atmosferici che irritano e danneggiano la cute, come il sole (i raggi UV) e il freddo invernale.

Molti consigliano di acquistarlo allo stato naturale, piuttosto che trattato. Le sostanze contenute nel burro di karité naturale sono:

  • acido oleico
  • acido stearico,
  • acido linoleico
  • acido palmitico
  • vitamine A, B, E, F

Ovviamente è sempre preferibile accertarsi che sia stato ottenuto con la spremitura a freddo.

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Burro di karatè quali sono i suoi utilizzi e le caratteristiche
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Burro di karatè quali sono i suoi utilizzi e le caratteristiche
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Il burro di karitè è presente in molti prodotti cosmetici, ma quali sono le sue proprietà? Scopriamolo in questo articolo.
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