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La prostata è una ghiandola che avvolge la parte iniziale dell’uretra maschile, il canale escretore del rene che porta l’urina alla vescica situata nella cavità pelvica. Purtroppo, ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 42.000 nuovi casi di carcinoma alla prostata, in particolare in soggetti sopra i 50 anni.

Al riguardo, secondo l‘American Cancer Society lo screening per la diagnosi precoce del cancro alla prostata deve essere eseguito con regolarità annuale negli uomini sopra i 50 anni, anche se nei pazienti ad alto rischio per una storia famigliare di carcinoma prostatico il controllo si può eseguire già dai 40 anni di età. Una diagnosi sempre più precoce è molto importante per aiutare il medico urologo ad attuare il piano terapeutico più adatto al paziente e alla sua guarigione. Ma quali sono gli esami alla prostata da fare con regolarità per una diagnosi precoce e salvarsi la vita? Ebbene, gli esami più comuni consigliati dai medici specialisti ai fini diagnostici sono l’esplorazione digito-rettale DRE, l’esame del PSA, il nuovo test del sangue 4K Score, l’ecografia trans-rettale TRUS e la biopsia prostatica. In particolare, se l’esplorazione rettale digitale o l’esame del PSA risulta sospetto è opportuno eseguire l’analisi delle biopsie della prostata sotto guida ecografica, in quanto l’ecografia prostatica TRUS da sola non è abbastanza precisa, tanto da non rilevare il 30% dei tumori.

DRE, l’esplorazione digito-rettale

L’esplorazione digito-rettale DRE viene eseguita dal medico urologo con il dito guantato e lubrificato inserito nel retto attraverso l’ano per palpare la superficie posteriore della prostata, normalmente liscia in stato di buona salute, alla ricerca di noduli induriti. L’esplorazione rettale consente, inoltre, di verificare le dimensioni e la consistenza della prostata e la presenza di dolore per la pressione della ghiandola prostatica. Si tratta di un esame di primo approcio, poco affidabile, da associare al test del dosaggio del PSA per ottenere risultati più precisi.

L’esame del dosaggio del PSA

Il test del PSA è un esame del sangue dell’antigene prostatico specifico, una proteina prodotta dalla ghiandola prostatica per rendere liquido lo sperma in seguito alla sua emissione, i cui livelli nel sangue possono indicare una degenerazione neoplastica della prostata. Si tratta di un esame ematico che viene utilizzato per diagnosticare il cancro alla prostata, la cui eventuale presenza è poi da confermare con la biopsia prostatica (o agobiopsia). L’esame del PSA serve a valutare il valore dell’enzima prodotto dalle cellule della prostata e la sua evoluzione nel tempo, inoltre, è anche un indicatore dell’ipertrofia prostatica benigna, con ingrossamento della prostata, e della prostatite, infiammazione della ghiandola prostatica. Un livello di PSA anomalo è maggiore di 4.0 ng/ml (nanogrammi per millilitro), ma il tasso può essere influenzato sia dalla dimensione, o da un’infezione, della prostata che dall’età del paziente, soprattutto dopo i 65 – 70 anni. Comunque, un PSA totale di 1ng/ml a 40 anni o di 2,5 ng/ml a 60 anni può essere considerato un fattore di rischio. In particolare, livelli normali di PSA registrati si possono associare a malattie infiammatorie della prostata benigne, mentre livelli molto elevati di PSA possono riflettere l’esistenza di un cancro evoluto della prostata, anche con metastasi diffusa in altri organi. Però, è bene sottolinerare che esistono casi di persone ammalate di tumore che non hanno livelli alti di PSA. L’esame per l’indagine del PSA nel sangue può essere eseguito sui soggetti a partire dai 40 anni, età in cui la ghiandola prostatica non è ancora ingrossata, per valutarne le condizioni di base, soprattutto per coloro che hanno una storia famigliare di carcinoma prostatico. In caso vengano registrati livelli bassi dell’antigene prostatico specifico l’esame del PSA potrà essere ripetuto dopo circa 5 anni. Per i soggetti sopra i 50 anni, invece, il test del dosaggio del PSA va ripetuto ogni anno per studiarne l’evoluzione.

prostata

Il test 4K Score

Il nuovo test del sangue 4K Score serve per riscontrare con semplicità e affidabilità la presenza di un tumore, nonché il suo grado di aggressività, dosando 4 callicreine, molecole della stessa famiglia del PSA. Nello specifico, vengono misurati i livelli del PSA totale, della callicreina 2, del PSA libero e del PSA intatto i cui dati vengono poi associati ai risultati dell’esplorazione rettale per decidere se è il caso di eseguire anche una biopsia prostatica. Per ora il test 4K Score si esegue solo all’estero, negli USA e, per l’Europa, in Spagna. A tal rigurdo, è possibile inviare un campione del proprio sangue al laboratorio spagnolo di competenza, spendendo circa 300 euro, ed ottenere i risultati nel giro di pochi giorni.

La biopsia prostatica

La biopsia prostatica sotto guida ecografica, per via transrettale, o transperineale, consiste nel prelevare con un ago dei frammenti di tessuto prostatico da eseminare al microscopio, per valutare presenza, grado, aggressività ed estensione di un tumore. Nello specifico, la biopsia della prostata viene eseguita, in anestesia locale, con una sonda a ultrasuoni inserita nel retto per studiare la ghiandola prostatica che si trova davanti ad esso e, durando soltanto 15 minuti o poco più in sede ambulatoriale, non richiede alcun ricovero ospedaliero. Bisogna precisare che dopo una biopsia prostatica si possono presentare sangue nelle urine e nello sperma, difficoltà a urinare e infezioni. A tal proposito, prima di una biopsia della prostata può essere prescritta un cura con antibiotici della durata di 5 giorni. Dato che nel 25% dei casi la biopsia prostatica può non visualizzare il tessuto canceroso deve essere ripetuta in situazioni sospette.

L’ecografia prostatica TRUS

L’ecografia prostatica trans-rettale TRUS, che viene effettuata, in seguito ad un PSA elevato, con la risonanza magnetica della prostata, attraverso l’inserimento di una sonda sottile nel retto lubrificata con un gel, è essenziale per eseguire le biopsie prostatiche. Inoltre, serve per valutare con precisione il volume della prostata, visualizzandola durante le biopsie, e per fornire altre importanti informazioni come la presenza di noduli, alterazioni o lesioni anomale. Purtroppo, questo esame non riscontra un’alta percentuale di tumori allo stadio iniziale.

Gli esami della prostata di ultima generazione

Fra gli esami più moderni, di maggior precisione rispetto a quelli già descritti, anche se ancora poco conosciuti in Italia, sono da ricordare:

  • l’esame genetico del marcatore PCA3 nelle urine;
  • il PHI, indice di salute prostatica, nel sangue;
  • il test IsoPsa per identificare delle variazioni nella proteina PSA e definire biomarcatori tumorali nel sangue. Il test è eseguibile con un semplice prelievo di sangue ed è utile per distinguere al meglio i tumori maligni dai tumori benigni e valutare il loro grado di aggressività.

Altri esami della prostata da fare con regolarità

Per un corretto inquadramento diagnostico, saranno poi necessari anche l’ecografia renale e vescicale, l’esame delle urine e l’esame ematico della creatinina sierica per rilevare il funzionamento dei reni. Infine, è da sottolineare che un check up annuale dall’urologo per i soggetti sopra i 50 anni, o sulla quarantina per coloro che hanno avuto parenti diretti ammalati di cancro alla prostata, può essere la decisione più corretta ai fini diagnostici per poi poter intervenire tempestivamente con la terapia migliore e guarire!

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PROSTATA QUALI SONO GLI ESAMI DA FARE CON REGOLARITA’
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PROSTATA QUALI SONO GLI ESAMI DA FARE CON REGOLARITA’
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La prostata è una ghiandola che avvolge la parte iniziale dell'uretra maschile, il rischio di cancro cresce con l'età per questo bisogna sapere a quali esami sottoporsi con regolarità.
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