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Le vitamine sono dei composti che vengono definiti in questo modo poiché è necessario l’assorbimento dall’esterno: sono dunque molecole che non possono essere sintetizzate endogenamnete, ma devono essere introdotte con la dieta. La Vitamina D, pur essendo compresa tra questi composti, non può essere strettamente considerata una vitamina: essa infatti può essere sintetizzata dall’organismo stesso, e nello specifico a livello della cute, grazie all’esposizione ai raggi solari (in particolar modo i raggi UVB, responsabili tra l’altro anche della colorazione della pelle e, nei casi più negativi, delle scottature): i raggi luminosi emanati dal sole, infatti, convertono il 7-deidrocolesterolo (già presente nel corpo) in colecalciferolo, una delle due forme attive della Vitamina D.

Inoltre, come si evince dal nome stesso del precursore della Vitamina D, il 7-deidrocolesterolo deriva dal colesterolo e quindi sfrutta parte di questa molecola lipidica, il cui accumulo può risultare dannoso nell’organismo, per sintetizzare un composto potenzialmente utile e in grado di prevenire alcune problematiche anche piuttosto gravi.

Funzioni della Vitamina D

La funzione principale della Vitamina D è legata all’omeostasi di calcio e fosforo: grazie alla presenza di Vitamina D all’interno dell’organismo, infatti, questi due minerali possono essere assorbiti al livello dell’intestino tenue ed entrare in circolo nell’organismo, svolgendo la loro attività. Particolare importanza riveste il calcio, responsabile di mantenere le ossa integre e resistenti, soprattutto per le persone che hanno superato una certa soglia d’età. La Vitamina D sembra inoltre essere particolarmente attiva in questo senso: essa, infatti, trasporta il calcio e favorisce la mineralizzazione delle ossa nei casi in cui venga segnalato un livello troppo basso di tale minerale nelle ossa; in questo modo, la Vitamina D contribuisce non solo ad assorbire il calcio ma anche a favorirne l’attività.

La Vitamina D è di fondamentale importanza, in associazione con la Vitamina A, anche per lo sviluppo del feto: alle donne in gravidanza è infatti caldamente consigliato assumere Vitamina D (senza raggiungere livelli eccessivi) in quanto essa è responsabile dell’espressione di alcuni geni e della corretta crescita del feto.

vitamina D formula chimica

I disturbi legati alla carenza di Vitamina D

L’importanza della Vitamina D è stata scoperta grazie a studi effettuati sul rachitismo, una malattia che attacca soprattutto gli individui poco o per nulla esposti al sole. La malattia si manifesta in età adulta con una rapida decalcificazione delle ossa, le quali non risultano più in grado di sorreggere adeguatamente la struttura corporea, mentre negli individui in fase di sviluppo il rischio maggiore è legato alla crescita di ossa malformate; nella malattia possono talvolta essere coinvolti sistema nervoso centrale e sistema muscolare. La malattia si risolve completamente se ai pazienti viene somministrata la Vitamina D.

La carenza della cosidetta vitamina del sole predispone la popolazione, soprattutto anziana, a problemi come l’osteoporosi.

Per non andare incontro a carenza di Vitamina D è consigliabile introdurre nell’organismo 10 microgrammi (millesimi di grammi) circa al giorno di tale composto, tenendo in considerazione che i valori possono variare in base alla tipologia di popolazione a cui si riferiscono.

Eccesso di Vitamina D

Anche il consumo eccessivo di Vitamina D può essere correlato a problemi piuttosto gravi. In particolar modo, se si introducono nell’organismo quantità troppo elevate di Vitamina D – quantità oltre gli introiti consigliati – si rischia di assorbire troppo calcio, e quindi di andare incontro a una ipercalcificazione delle ossa, una calcificazione dei tessuti molli e in alcuni casi l’accumulo di calcio nei reni (situazione conosciuta come nefrocalcinosi), la cui attività viene considerevolmente ostacolata. Altri sintomi legati a un eccesso di Vitamina D sono mal di testa, vomito, difficoltà ad articolare i movimenti e molto altro.

È bene considerare che tra le vitamine, la D è la più tossica, quindi un’eventuale ipervitaminosi può avere effetti nefasti e, nei casi più gravi, avere un esito persino mortale; è per questo motivo che è altamente sconsigliato consumare in modo sconsiderato integratori di Vitamina D (tenendo in considerazione sia i precursori che le forme attive), soprattutto per le donne in gravidanza, in quanto la Vitamina D può causare un’espressione genica inadeguata con conseguenti malformazioni del feto.

Fonti di Vitamina D

Per ciò che riguarda le fonti di Vitamina D, il primo aspetto da sottolineare è che la primaria fonte di questo composto (o dei suoi precursori) è l’organismo stesso: la vitamina in questione viene formata infatti dal contatto della cute con i raggi ultravioletti emanati dal sole. Secondo alcuni studi, un’adeguata esposizione al sole è in grado di apportare il 100% della Vitamina D necessaria per esplicare tutte le funzioni di cui si è parlato nei paragrafi precedenti; tuttavia, sintetizzare endogenamente questo composto steroideo non è sempre possibile, sia a causa delle aree in cui si vive (ad esempio, la popolazione che risiede nei paesi scandinavi sarà evidentemente meno in grado di esporsi al sole rispetto alla popolazione che risiede ai tropici), sia a causa dell’alternarsi delle stagioni, per questo motivo è necessario introdurre nell’organismo una certa percentuale di tale vitamina grazie all’alimentazione.

L’alimento certamente più ricco di Vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo, con 210 microgrammi per 100 grammi di prodotto; tuttavia, questo prodotto alimentare non è abitualmente consumato in Europa, a causa dell’odore e del sapore molto forti che esso manifesta, e nonostante alcune innovative tecniche di inclusione dell’olio di fegato di merluzzo in microcapsule in grado di occultarne il sapore, esso non può essere considerato una fonte apprezzabile di Vitamina D per tutti i paesi che affacciano sul Mediterraneo. Esistono però altri alimenti che contengono Vitamina D, tra cui altri pesci grassi (salmone e aringa in primis) nonché latte, formaggi grassi e burro. Nel caso del latte, inoltre, per assicurare un adeguato introito di Vitamina D è necessario consumare latte intero, in quanto la vitamina del sole è liposolubile e in assenza di grassi non viene assorbita dall’organismo.

Altri alimenti, in particolar modo quelli di origine vegetale, contengono buoni livelli di ergosterolo, da cui si ottiene una seconda forma di Vitamina D che esplica funzioni pressochè identiche a quelle evidenziate per la Vitamina D di origine animale; tra questi alimenti vi sono il tofu, i formaggigli yogurt vegetali ma anche verdure a foglia verde quali lattuga, broccoletti, cicoria, spinaci e rucola.

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La vitamina D a cosa serve per il nostro organismo ed in quali cibi possiamo trovarla
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La vitamina D a cosa serve per il nostro organismo ed in quali cibi possiamo trovarla
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La funzione principale della Vitamina D è legata all'omeostasi di calcio e fosforo: grazie alla presenza di Vitamina D all'interno dell'organismo. Scopriamo quali sono i cibi che la contengono.
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