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Tra bufale e preconcetti sulla sindrome di Asperger , poche certezze

Nella V ed ultima edizione (2013) del DSM (Manuale di diagnosi e statistica dei disturbi mentali) alla voce autismo, corrispondono una serie di problematiche legate al neuro-sviluppo. 

Secondo le più moderne vedute psichiatriche dunque, l’autismo comprende una lunga serie di sotto-forme della malattia e dunque l’incidenza della sindrome va vista al rialzo, dovendo annoverare tra le forme già conosciute, anche altre menomazioni della crescita del SNC, fino a ieri considerate come malattie a parte e scollegate dall’autismo.

Per definizione l’autismo è un grave disturbo dello sviluppo neurologico, le cui conseguenze consistono nella compromissione dell’interazione e della comunicazione sociale, nella limitazione degli interessi e nell’indurre il soggetto a comportamenti ripetitivi, tipici del disturbo ossessivo compulsivo. Tuttavia l’associazione di più sintomi varia nelle diverse sotto-forme del male, ma tutti vengono considerati disturbi dello spettro autistico. Il morbo fu classificato solo nel 1981 dalla psichiatra inglese Lorna Wing, che volle dare alla sindrome il nome Asperger in onore del pediatra austriaco morto nel 1980, che per primo individuò il disturbo e ne avviò gli opportuni studi.

La malattia è attualmente ad eziologia sconosciuta, nè esiste una cura se non percorsi riabilitativi che in qualche modo limitano il disadattamento alla vita sociale. Nonostante l’autismo sia riconosciuto tra le disabilità complesse, in Italia un portatore di sindrome di Asperger, seppure ufficialmente annoverato tra le categorie di cui alla legge 69/99, difficilmente riesce ad usufruire appieno dei privilegi riservati ai disabili, a causa della difficile applicazione della legge e per la diffidenza dei datori di lavoro verso la categoria.

I disturbi associati alle varie forme di autismo consistono per lo più in:

  • fobia sociale spesso associata ad altre ossessioni;
  • disturbo schizoide della personalità;
  • depressione;
  • ansia;
  • disturbo ossessivo compulsivo;
  • prosodia (l’accento del linguaggio ha sempre la stessa cadenza e musicalità, le frasi spesso vengono ripetute quasi come un capriccio);
  • tendenziale carenza di empatia;
  • goffaggine nella postura e nella gestualità;
  • mutismo selettivo e molti altri; generalmente tra tutti i sintomi conosciuti, in un individuo se ne riscontrano 2/4.

I sintomi e i comportamenti più peculiari consistono in:

  • dondolarsi e sbattere le mani senza un motivo;
  • utilizzare i giocattoli in modo improprio;
  • annusare oggetti e persone
  • ipersensibilità e avversione verso luci intense, contatto fisico e ad alcuni suoni;
  • rimanere in moto costante
  • tendenza a preferire la comunicazione a gesti verso il linguaggio parlato;
  • usare un tono monotono e ripetitivo, incapacità di adattare le frasi;
  • utilizzare singole parole al posto di una frase finita;
  • insensibilità nel sentirsi chiamare, tanto da sembrare sordi;
  • disinteresse verso manifestazioni di affetto;
  • voler rimanere soli;
  • rispondere in tono stizzito senza un motivo;
  • evitare il contato fisico e visivo;
  • non divertirsi durante il gioco;
  • difficoltà interpretative nelle inflessioni, tendono a prendere tutto alla lettera;
  • scarsa tendenza a legarsi ai coetanei o nel fare amicizia;
  • propensione all’invadenza.

La ricerca scientifica sull’asperger

Tuttavia l’autismo non influisce sullo sviluppo dell’intelligenza e sull’acquisizione del linguaggio, anzi in molti casi questi malati si rivelano dei veri e propri geni in una disciplina che loro stessi scelgono con criteri selettivi propri della loro sfera privata di interessi.

Scemi sapienti vengono definiti quei soggetti autistici in grado di memorizzare milioni di informazioni, effettuare calcoli a mente complicatissimi, suonare uno strumento musicale molto meglio di un normodotato, ma che nel contempo non sanno cosa sia la matematica o la musica. Questi vivono in una dimensione tutta loro, che non intendono condividere con altri soggetti; si legano ad oggetti o a scadenze giornaliere, rispettano le loro abitudini con precisione maniacale, percepiscono dall’esterno impulsi e segnali che ai normodotati sfuggono e quasi sempre l’inespressività del volto non incoraggia una qualunque partecipazione. L’autismo è un vero rompicapo per la scienza che al momento ha poche certezze in merito. Si sa che il fattore genetico è sicuramente coinvolto, in quanto nella genealogia dei soggetti colpiti, sono quasi sempre presenti altri casi.  

Alcuni soggetti autistici sono contemporaneamente portatori di difetti genetici tra cui:

  • la sindrome dell’X fragile;
  • la sindrome di Williams;
  • la malattia di Angelman
  • il morbo di Rett.

Tra i fattori ambientali sospettati di avere un ruolo nello sviluppo della malattia vi sono:

  • parto prematuro (nascita anticipata di almeno tre settimane rispetto alle 40 previste);
  • assunzione da parte della gestante di alcool durante la gravidanza o farmaci come il valproato di sodio;
  • esposizione massiva della gestante ad agenti inquinanti;
  • infezioni contratte durante la gestazione;
  • concepimento in età avanzata di entrambi i genitori.

Si sa che l’incidenza è maggiore nei soggetti maschi in rapporto notevole (1/4).

Sono da considerare assolutamente false le ipotesi secondo le quali l’autismo possa essere causato da:

  • vaccino MPR (contro Morbillo, Parotite e Rosolia);
  • esposizione al thiomersal, un conservante per vaccini e disinfettanti oftalmologici;
  • immunoglobuline;
  • sieri antiofidici;
  • coloranti per tatuaggi.

Il mondo degli Aspie

Mentre la scienza studia il da farsi, le bizzarrie di questo disturbo in parte invalidante, attraggono le attenzioni di autori e comunità.

Ricordiamo tutti la splendida interpretazione da parte di Dustin Hoffmann nel film degli anni 80 Rain Man, l’uomo della pioggia, nel quale si pongono in evidenza gli aspetti umano, geniale e tragico che si nascondono dietro casi del genere.

La malattia che si manifesta già durante i primi mesi di vita, può progredire o migliorare con la crescita, fino a culminare in età adulta in un compromesso accettabile. Un altro film che si dedica all’argomento è il recente “Quanto basta” del giovane ma talentuoso Francesco Falaschi, una storia che mette a confronto una mente geniale ma ostile verso il prossimo con l’animo simile ma strutturalmente diverso di un ragazzo autistico. La sensibilità nei confronti dei portatori di morbo di Asperger si sta notevolmente innalzando. Sembra quasi che non essendo per il momento possibile curare i soggetti integrandoli nella comunità, è parte di essa che si prepara ad accogliere queste creature fragili quanto speciali.

A Milano è nata la prima comunità di Aspie, come si autodefiniscono i portatori di tale morbo. Sponsorizzato dalle associazioni di categoria e dai familiari dei portatori di autismo, l’Aspie Cafè in via Tremelloni n. 9 è il punto di incontro per autistici, un luogo di riferimento, di condivisione e che probabilmente consiste anche in uno strumento terapeutico.

Genio e sregolatezza negli Asperger

L’accoppiamento tra genio e sregolatezza è universalmente riconosciuto. 

Anche se non se ne comprende appieno il motivo, è risaputo che alcune forme di pazzia o bizzarrie, le vite sregolate spesso culminate nel suicidio di molti artisti della musica, del teatro, calciatori, scienziati, sono correlate alla genialità.

Personaggi come Van Gogh, Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, John Nash, ma anche artisti contemporanei come Freddie Mercury, Robin Williams, Amy Winehouse, Diego Maradona, John best, James Dean, James Watson e tanti altri per cui l’anticonformismo, la dissacrazione, la follia sembrano quasi fenomeni imprescindibili, proporzionali al genio personale e che proprio una mente in qualche modo diversa, possa aver concorso all’espressione del seppure innato talento. Parallelamente l’autismo che pure sembra essere un male antico, pare avere accompagnato molte menti geniali dei secoli scorsi e del passato più recente.  Dallo studio delle personalità e dalle indiscrezioni su episodi accaduti, sarebbero sospettati di essere stati o di essere tuttora afflitti dal morbo di Aspenger personaggi come:

  • Leo Messi;
  • Bob Dylan;
  • Steve Jobs;
  • Albert Einstein;
  • Charles Darwin;
  • Graham Bell;
  • Isaac Newton,
  • Vincent Van Gogh;
  • Michelangelo;
  • Mozart;
  • Thomas Jefferson e tanti altri.

La rete è piena di pagine che narrano di presunti casi di autismo che avrebbero afflitto personaggi famosi quanto geniali. Ovviamente sono solo supposizioni e non potremo mai averne certezza, ma sappiamo di sicuro che è potenzialmente possibile che un soggetto autistico possa sviluppare una genialità artistica o matematica fuori dal comune.

Rimanendo in attesa di risposte concrete da parte della comunità scientifica, magari potrà capitarci di ascoltare composizioni musicali o assistere alla quadratura del cerchio da parte di un Aspie.

Sommario
La sindrome di Asperger cos’è e cosa comporta ? Conoscerla per conviverci
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La sindrome di Asperger cos’è e cosa comporta ? Conoscerla per conviverci
Descrizione breve
l morbo fu classificato solo nel 1981 dalla psichiatra inglese Lorna Wing, che volle dare alla sindrome il nome Asperger in onore del pediatra austriaco morto nel 1980, che per primo individuò il disturbo e ne avviò gli opportuni studi.
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