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La caffeina è un alcaloide di origine vegetale. Base di deliziose bevande energetiche ed analcoliche come il tè ed il caffè, la caffeina produce in linea di massima effetti benefici sull’organismo. Un’assunzione moderata innalza i valori dell’adrenalina, un ormone che conferisce una gradevole sensazione di benessere sia al livello fisico che psichico. Un sovradosaggio, nei soggetti più sensibili, potrebbe tuttavia comportare problemi cardiaci, allo stomaco, alla vescica ed insonnia. Alcuni asseriscono che la caffeina crei persino dipendenza. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione?

I benefici della caffeina

La caffeina si trova nelle foglie, nei frutti e nei semi di ben 63 specie vegetali sparse in tutto il mondo, nelle bevande analcoliche ed energetiche, in alcuni alimenti come il cioccolato, nonché nei farmaci analgesici. Viene rapidamente assorbita dall’organismo, producendo una piacevole sensazione di benessere. Agisce sul sistema nervoso centrale e sulle funzioni cardiache. Innalza i valori dell’adrenalina, riducendo la sensazione di affaticamento e migliorando la contrazione muscolare. Aumenta la vigilanza e l’attenzione, la memoria ed il ragionamento logico, per cui è spesso ideale per affrontare periodi di stress da studio o lavorativo. La caffeina, inoltre, viene largamente impiegata in campo estetico per i suoi effetti snellenti e dimagranti. Oltre ai trattamenti con lozioni e creme, si consiglia una dieta integrata a base di questo alcaloide. Secondo alcuni studi, infatti, pare che la caffeina acceleri il metabolismo basale. Senza esagerare, 5-6 caffè migliorano il metabolismo di circa il 15%. Recentemente, sono state dimostrate le proprietà antiossidanti del tè, del caffè e del cioccolato. Contrastano pertanto l’invecchiamento precoce di pelle, occhi, capelli, nonché le cellule tumorali. La caffeina ha benefici effetti nel trattamento delle allergie, in quanto riduce le istamine prodotte dall’organismo in reazione ad un allergene. 

Molecola della caffeina

Alcuni miti da sfatare sulla caffeina

Un consumo smoderato di caffeina potrebbe comportare degli importanti effetti collaterali. In particolare innalza la pressione arteriosa, amplifica l’irritabilità, il nervosismo e l’ansia, sfociando dunque nell’insonnia. In dosi massicce può causare addirittura delle allucinazioni, ulcere allo stomaco ed un lieve indebolimento delle ossa. Tuttavia, la caffeina non è responsabile dell’osteoporosi, infatti la quantità di calcio eliminata attraverso le urine non è così significativa da comportare un danno così rilevante. Sfatiamo, inoltre, il mito che la caffeina crei dipendenza o caffeinismo. Molti la definiscono una droga legale, perché aumentando i livelli di dopamina, garantisce un’immediata sensazione di piacere e benessere psicofisico. Per tale motivo, più se ne beve e più se ne avverte il bisogno. Oltre le 5 tazze di caffè espresso alcuni soggetti possono registrare un aumento delle palpitazioni cardiache, mal di testa e nervosismo. Una brusca interruzione dell’assunzione provoca cefalea, sonnolenza oppure stanchezza, tipici effetti della dipendenza da alcool ad esempio. Questi sintomi, generalmente, durano uno o due giorni. Per evitare il malessere è opportuno ridurne gradualmente il consumo. Assunta con moderazione e sotto consulto medico, la caffeina non comporta alcun effetto negativo sulle donne in dolce attesa o in coloro che intendono avere un bambino. Non ha assolutamente controindicazioni sulla madre né sul nascituro. Inoltre, non incide sulle capacità riproduttive e di concepimento di una donna. Studi recenti, condotti negli Stati Uniti, hanno messo in evidenza che non esiste nessuna relazione tra la caffeina e le anomalie del feto, del parto, del numero di gravidanze oppure di aborti spontanei. 

Il corretto dosaggio

Naturalmente, come qualsiasi altro rimedio naturale, eventuali controindicazioni si verificano con un sovradosaggio. Pertanto, per sfruttare gli effetti benefici della caffeina è importante consumarla moderatamente. Un adulto, in buone condizioni di salute, dovrebbe assumerne non più di 300 mg al giorno, che in linea di massima corrispondono a 3 tazzine di caffè, magari ben distribuite nell’arco della giornata. Bisogna tener presente che in una tazza da 190 ml di caffè solubile sono contenuti 75 mg di caffeina. Una tazza di caffè americano ne contiene 85 mg. Il caffè espresso, servito in una tazzina da 30 ml, ne possiede circa 30-50 mg. Il tè assaporato in una tazza da 190 ml ne contiene 50 mg. Inoltre, 250 ml di bibita energetica, anche a base di guaranà, ha 28-87 mg di caffeina. La cola tradizionale oppure dietetica da 250 ml ne possiede 8-53 mg, mentre altre bibite analcoliche 24 mg. Infine, una barretta di cioccolata da 50 g vanta dai 5,5 ai 35,5 mg di caffeina. In base a questi valori, ci si può facilmente regolare per non superare il dosaggio consigliato e non incorrere in eventuali effetti collaterali.

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La caffeina che effetti ha sull’organismo ?
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La caffeina che effetti ha sull’organismo ?
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Sfatiamo i miti più comuni sulla caffeina.
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