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Il fieno Greco cos’è ? 

Se qualcuno vi parlasse di fieno greco, quale sarebbe il vostro primo pensiero? 

Probabilmente, di primo acchito, molti di voi immaginerebbero delle ampie distese dorate di erba appena falciata, con disseminate qua e là le classiche balle di fieno arrotolato. Insomma, uno scorcio bucolico di campagna greca.

E invece no!

Il fieno greco, o altrimenti detto amichevolmente Trigonella foenum-graecum, è una pianta della famiglia delle Fabaceae, ed è molto simile al trifoglio nostrano.Il motivo per il quale il suo nome composto inizi con “Trigonella” deriva dalla forma del tutto particolare che hanno le sue foglie, che è appunto triangolare.  La dizione “foenum-graecum“, invece, si rifà al suo utilizzo nell’alimentazione del bestiame. 

Storia del fieno greco

Pare infatti che si debba ricondurre ad un ordine di Catone (intorno al 200 a.C.) se questa pianta è stata importata dalla Grecia a favore del nutrimento degli armenti latini. Sebbene lui stesso fosse un politico contrario alle importazioni straniere, ne riconobbe gli indubbi benefici legati all’ingrassamento del bestiame, e ne raccomandò pertanto la somministrazione.

Amato ed utilizzato già dagli antichi Egizi, la cui fruizione si è scoperta all’interno di monumenti funerari del calibro di Tutankahmon, il fieno greco incontrò anche l’apprezzamento degli Arabi, soprattutto per i benefici tricologici e a favore della salute polmonare.

Anche il Medioevo godette delle sue caratteristiche positive, dove veniva assunto assieme a frutta fresca e disidratata per curare tosse e fastidi respiratori.

In Tunisia ci sono pervenute invece testimonianze di come le ragazze, nei giorni antecedenti i festeggiamenti per le loro nozze, ne consumassero i semi macinati (sapientemente mescolati con zucchero e olio) sotto forma di focacce: ciò permetteva loro di potersi presentare al cospetto del futuro sposo con un fisico morbido e materno e con un seno turgido e florido.

Altro che l’attuale chirurgia estetica!

Attualmente il fieno greco è amato anche nel subcontinente indiano, dove viene ampiamente utilizzato per le sue caratteristiche culinarie dal sapore tutt’altro che sobrio.

Come si presenta il fieno greco 

Quest’erba ha una diffusione che preferisce la regione mediterranea, stanziandosi lungo i territori dell’Europa meridionale e dell’Asia occidentale. Il suo habitat è costituito da zone costiere e submontane, ma in ogni caso predilige la presenza di un clima asciutto e di terreni ad elevata salinità.

Ergendosi verso il cielo con un’altezza di circa 60 cm, e con un fusto eretto e resistente, il fieno greco è una pianta annuale della quale si possono apprezzare le foglioline verde chiaro e i fiori bianchi o gialli. 

I semi di fieno greco sono altrettanto particolari: duri e grigiastri, sono contenuti nei baccelli della pianta in un numero variabile tra le 10 e le 20 unità, e sono pungenti al tatto.

SEMI: UNA QUESTIONE DI GUSTI

Ciò che rende famosa la pianta di fieno greco sono appunto i suoi semi, la cui degustazione non lascia dubbi: o si amano o si detestano.

Sebbene mangiarli non sia l’unica modalità di assunzione, in molti apprezzano il gusto inconfondibile che lascia in bocca.

Ma prima di poterli utilizzare è necessario procedere alla loro essiccazione, possibilmente all’aria aperta, e solo successivamente si possono polverizzare.

La polvere ricavata ha differenti striature cromatiche, ma questa non è l’unica stranezza: al suo interno è contenuto un alcaloide (la trigonellina) al quale sono attribuite peculiarità emollienti ed espettoranti.

Cotanto benessere non è però bilanciato dal gusto: acre, per qualcuno addirittura nauseabondo, richiama il gusto del sedano e dello sciroppo bruciato. Insomma, non è proprio un tripudio per le papille gustative. Ecco perché molto spesso il fieno greco si assume con aromi naturali, come ad esempio il lampone, l’anice e la melissa: ok il benessere, ma se si può evitare il retrogusto pessimo, perché non farlo?

MA CHE VANTAGGI APPORTA?

Avete presente il detto: “Più è cattivo più fa bene”?

Ecco, pare che l’analogia sia la stessa.

Il fieno greco, infatti, annovera tanti benefici a seguito della sua fruizione.

É un ricostituente, poiché è consigliato per combattere i sintomi dell’anemia, della gracilità infantile, la debolezza propria della convalescenza. E questo grazie alla presenza di sali minerali (come il ferro, il magnesio e il rame) e vitamine (come B6, riboflavina e tiamina), grassi, oli e proteine vegetali. Per il suo effetto ricostituente viene utilizzato in prodotti per la ricrescita dei capelli come Foltina Plus.

Aiuta a mantenere controllati i livelli di colesterolo e glicemia, soprattutto in virtù dell’alto contenuto di fibre disidratate che, giunte nell’intestino, contribuiscono ad aumentarne la motilità e la secrezione di acidi biliari. E ciao alla costipazione! Insomma, un vero toccasana per tre mali oggigiorno fin troppo comuni.

Sempre grazie alla massiccia presenza di fibre, il fieno greco viene annoverato tra gli alimenti utili alla prevenzione dell’insorgenza di tumori al colon e alla mammella. Vero o no, dal momento che non è un medicinale, perché non provarci?

Il fieno greco amico della donna? Sembrerebbe di sì, in quanto vengono riferite sue capacità di alleviare dolori mestruali, ridurre i sintomi della menopausa, promuovere la montata lattea e mantenerne una buona produzione.

CONCLUDENDO…

Come volevasi dimostrare, i nostri antenati ci avevano visto lungo circa la bontà delle caratteristiche del fieno greco.

E se è giunto fino a noi, significa che il prodotto è valido.

Quindi, considerati i benefici in grado di apportare in maniera naturale, va da sè che l’assunzione ne è consigliata, salvo casi specifici. La mentina da suggere dopo, invece, è concessa a tutti.

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Fieno greco: cos’è e a cosa serve ?
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Fieno greco: cos’è e a cosa serve ?
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Ciò che rende famosa la pianta di fieno greco sono appunto i suoi semi, la cui degustazione non lascia dubbi: o si amano o si detestano. Sebbene mangiarli non sia l'unica modalità di assunzione, in molti apprezzano il gusto inconfondibile che lascia in bocca.
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