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Cos’è la vitamina D e a cosa serve?

La vitamina D è una vitamina liposolubile essenziale per la mineralizzazione delle ossa e dei denti. È fondamentale per un corretto accrescimento osseo e per mantenere la salute dei denti e delle ossa. La vitamina D interviene inoltre nel processo di assorbimento intestinale del calcio e del fosforo.

La vitamina D è prodotta dalla pelle tramite l’esposizione alla luce solare (in media sono sufficienti 15 minuti di esposizione al sole per produrre la quantità necessaria di vitamina D per un adulto). La nostra alimentazione può stimolare la produzione di vitamina D da parte dell’organismo: tra gli alimenti più ricchi di vitamina D si annoverano il latte e i suoi derivati (in particolare i formaggi grassi e il burro), le uova e alcuni tipi di pesce tra cui l’aringa, lo sgombro, le sardine (l’olio di fegato di merluzzo era il’integratore ricostituente e promotore di vitamina D più diffuso nel passato).

Che succede se abbiamo una carenza di vitamina D?

Cosa succede se il nostro corpo non produce abbastanza vitamina D? La carenza di vitamina D può avere conseguenze molto gravi sul nostro organismo: una grave carenza di vitamina D può causare rachitismo nei bambini (lo scheletro non si sviluppa correttamente perché le ossa non sono adeguatamente mineralizzate), mentre negli adulti può determinare osteomalacia, una patologia metabolica a carico delle ossa che vengono private dei minerali e diventano perciò più sucettibili a dolori, fratture e malformazioni.

Cos’è l’osteomalacia e quali patologie comporta?

In termini tecnici l’osteomalacia è una osteopatia metabolica demineralizzante che si caratterizza per la presenza superiore alla norma di tessuto osteoide non calcificato. L’osteomalacia non deve essere confusa con l’osteoporosi, anzi in parole povere potremmo definire l’una come l’opposto dell’altra: l’osteoporosi è la riduzione della matrice ossea, normalmente mineralizzata; nell’osteomalacia l’osso non subisce una perdita di volume ma la quantità di minerali in esso contenuta s’impoverisce fino a risultare insufficiente. Si tratta di due malattie dell’apparato scheletrico molto gravi che provocano rispettivamente mialgia (dolori muscolari), dolori ossei e microfratture.La carenza di vitamina D può contribuire indirettamente anche allo sviluppo di osteoporosi in quanto quest’ultima è causata (principalmente) da una carenza di calcio e la vitamina D è responsabile dell’assorbimento del calcio.

Quali sono i sintomi precoci della carenza di vitamina D?

Ecco un breve elenco dei primi segnali indicatori di carenza di vitamina D. Se ci identifichiamo in uno o più sintomi sarebbe opportuno sottoporsi a delle analisi per essere sicuri che i nostri valori siano a posto:

  • stanchezza, debolezza e depressione: una piccola curiosità… è scientificamente provato che la serotonina, il cosidetto ormone del buonumore aumenti con l’esposizione al sole che a sua volta stimola la produzione di vitamina D. Di conseguenza, da questa premessa possiamo dedurre che a una carenza di vitamina D corrisponda una sensazione di astenia e tristezza. Se ti senti spesso stanco e di cattivo umore senza un motivo apparente potresti avere una carenza di vitamina D!
  • dolori ossei: Abbiamo già parlato dell’osteomalagia che è una delle conseguenze più gravi della carenza di vitamina D e che comporta appunto dolori ossei e muscolari.
  • problemi intestinali: è scientificamente provato che la carenza di vitamina D sia implicata nello sviluppo della sindrome del colon irritabile.

Chi più a rischio di carenza di vitamina D?

Dopo aver visto le gravi conseguenze che può provocare una carenza di vitamina D, andiamo a vedere per quali motivi la produzione di questa importante vitamina da parte del corpo può rivelarsi insufficiente. Innanzitutto un’alimentazione inadeguata, così come la mancata esposizione alla luce del sole, queste sono le prime cause di una carenza di vitamina D. Inoltre la carenza di vitamina D può essere determinata dalla presenza di una condizione patologica dell’organismo, è il caso di malattie epatiche e disturbi renali (sono infatti queste le sedi della conversione della vitamina D da biologicamente inattiva a bologicamente attiva).

Facciamo infine una piccola panoramica sui fattori di rischio per lo sviluppo di una carenza di vitamina D:

  • Età avanzata: con l’invecchiamento si riduce l’efficienza produttiva della cute.
  • Carnagione scura: l’effecienza produttiva della cute è minore in un individuo di pelle scura rispetto a una persona con la pelle chiara.
  • Alcolismo: l’abuso di alcol compromette l’assorbimento di vitamina D.
  • Fumo di sigaretta: un’altra cattiva notizia per chi ha il vizio del tabagismo, il fumo di sigaretta altera il metabolismo della vitamina D e rende più probabile lo sviluppo di una carenza di questa fondamentale componente.

In conclusione, chi si ritrova in una o più delle condizioni sopracitate dovrebbe sottoporsi a un controllo medico approfondito per scongiurare una carenza di vitamina D e prendere in considerazione un cambiamento nella propria dieta o l’assunzione di un buon integratore alimentare.

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Dibase integratore di vitamina D, quando è necessario e quali sono i deficit da carenza di vitamina D
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Dibase integratore di vitamina D, quando è necessario e quali sono i deficit da carenza di vitamina D
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La vitamina D è una vitamina liposolubile essenziale per la mineralizzazione delle ossa e dei denti. È fondamentale per un corretto accrescimento osseo e per mantenere la salute dei denti e delle ossa
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