La cataratta è una patologia che spesso insorge con l’avanzare degli anni e con conseguenze negative in termini di qualità della vista.
Ma che cosa comporta esattamente?
Il cristallino, la lente dell’occhio umano che consente di mettere le immagini a fuoco sulla retina, tende a perdere la sua trasparenza con il tempo.
I colori diventano meno nitidi e la vista peggiora comportando in alcuni casi la cataratta.
Le tipologie di cataratta sono tre, ciascuna si presenta in fasi diverse della vita e in certi casi sono correlate a malattie come il diabete.

Che cos’è la cataratta

Il nostro occhio ha una parte chiamata cristallino che funge da lente, regola la messa a fuoco delle immagini sulla retina e ha uno spessore che varia in base all’età.
Un perfetto cristallino è trasparente ed elastico fino a che con l’età, le malattie o altri traumi non iniziano a insorgere i primi problemi. La cataratta rientra tra questi.
È una condizione che riduce progressivamente la trasparenza del cristallino.
I primi segni della cataratta si riscontrano all’età di 45 anni quando si presenta la presbiopia. A questa condizione infatti in ogni caso si associa l’opacizzazione del cristallino e il peggioramento progressivo della vista.
A prescindere, tuttavia, la cataratta insorge prima in presenza di malattie come il diabete oppure di fattori ereditari.

Come si effettua la diagnosi della cataratta

  • La patologia oculare della cataratta viene diagnosticata dall’oculista a seguito di uno scrupoloso esame.
    In particolare, vengono valutati non solo la capacità di vedere da vicino e anche da lontano ma anche un’attenta osservazione del cristallino con degli strumenti specifici come la lampada a fessura.
    L’esame è completato da un controllo della retina dopo aver fatto dilatare bene la pupilla con le gocce di atropina.
    I nomi degli esami effettuati sono:
    l’ecografia bulbare;
  •  l’ecobiometria;
  • la biomicroscopia della cornea;
  • gli esami retinici (nello specifico la fluorangiografia e la tomografia OTC);
  • la valutazione della motilità.

I sintomi della cataratta

La presenza di questa patologia a carico del cristallino causa vari problemi.
I principali sintomi sono:

  •  la sensibilità alla luce;
  • la riduzione della visibilità la notte (che comporta particolari problemi alla guida di veicoli o motoveicoli);
  • la difficoltà a identificare e distinguere nettamente i colori;
  • un po’ di problemi nella lettura;
  • in rari casi lo sdoppiamento della vista.

Le cure contro la cataratta

La domanda frequente quando si parla di cataratta concerne le cure. Esistono o no? E, se si, quali sono?
La prima informazione importante è che non esistono terapie farmacologiche in grado di far regredire il problema della cataratta.
Oggi l’unica soluzione terapeutica efficace e valida è rappresentata dall’opzione dell’intervento chirurgico.
Normalmente questo si esegue quando l’opacizzazione del cristallino risulta ad un certo livello di gravità.
L‘intervento si svolge senza necessità di ricovero ed è effettuato con il regime di day hospital.
La prassi è molto semplice: viene applicato un anestetico topico sotto forma di gocce messe direttamente sulla superficie oculare.
In sostanza l’intervento consiste nella sostituzione del cristallino invecchiato e danneggiato con una lente intraoculare artificiale che consente di ripristinare la situazione di funzionamento fisiologico dell’occhio.
La durata dell’operazione è di 10 minuti e risulta praticamente indolore.
I tempi di recupero variano da paziente a paziente ma non superano mai i 3 o 5 giorni.
Trascorso questo periodo di guarigione e/o assestamento il paziente vede bene e può tornare tranquillamente a svolgere le proprie attività quotidiane.

L’unico accorgimento che va adottato nel periodo successivo all’intervento è poi l’uso di occhiali da sole a scopo protettivo e l’uso di colliri antibiotici.
Il successo pieno dell’operazione dipende anche da un altro fattore, la presenza di altri difetti oculari prima di fare l’operazione.
In quest’ultimo caso, infatti, i tempi di recupero dopo l’intervento dipendono in una certa misura anche dagli altri difetti e in alcuni casi è possibile che siano un po’ più lunghi.
La soluzione chirurgica in ogni caso costituisce l’unico rimedio che oggi elimina al 100% la possibilità che la patologia ritorni.
Infatti, una volta che il cristallino viene rimosso, è impossibile che la cataratta si ripresenti.

La tecnica della facoemulsificazione

La maggior parte degli specialisti che curano chirurgicamente la cataratta oggi usa la facoemulsificazione.
Si tratta di una tecnica che si serve di un’apposita sonda a ultrasuoni allo scopo di frammentare il cristallino all’interno dell’occhio e quindi lo aspira dopo avere effettuato una piccola incisione di 3 millimetri.
Questo metodo, eseguito in anestesia topica locale peribulbare, risulta davvero ottima in quanto diminuisce il rischio di complicazioni e riduce i tempi necessari per il recupero.

Esistono rimedi preventivi?

La maggior parte dei medici aspetta il peggioramento della cataratta prima di procedere chirurgicamente.
Tuttavia oggi le cose sono cambiate. Molti specialisti della patologia ritengono che a volte aspettare troppo fa sì che il cristallino diventi troppo denso e che, quindi, l’intervento possa diventare eccessivamente lungo e complicato.
L’intervento chirurgico contro la cataratta può essere tranquillamente eseguito quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi della patologia.

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Cataratta cos’è e come si cura?
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Cataratta cos’è e come si cura?
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Il cristallino, la lente dell'occhio umano che consente di mettere le immagini a fuoco sulla retina, tende a perdere la sua trasparenza con il tempo. I colori diventano meno nitidi e la vista peggiora comportando in alcuni casi la cataratta.
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