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Anoressia cos’è e chi ne soffre

L’anoressia è una patologia che fa parte dei DCA, i disturbi del comportamento alimentare che affliggono milioni di persone: non più, come un tempo, quasi esclusivamente donne, ma anche uomini di ogni età e ceto sociale. A soffrirne, infatti, sono sempre più adolescenti, maschi e femmine, e persino bambini di sette/otto anni. Si tratta a tutti gli effetti di una malattia subdola, le cui avvisaglie iniziali spesso vengono ignorate o sottovalutate perché non immediatamente. Erroneamente si tende a pensare che chi soffre di anoressia sia necessariamente magrissimo, ai limiti (ma anche oltre) del patologico: questo non è falso, ma non è nemmeno vero il contrario, e cioè una persona normopeso può essere ugualmente affetta da anoressia; il dimagrimento eccessivo, infatti, avviene progressivamente, quando già la patologia si è insinuata nel paziente a livello psicologico ed emotivo. Non a caso gli esperti parlano di anoressia nervosa, poiché si tratta di una malattia dell’animo e della psiche prima ancora che del corpo, che mina in profondità l’autostima e l’umore di chi ne è affetto, che progressivamente “appassisce” sotto gli occhi dei suoi cari rifiutando il cibo e applicando un rigido controllo a tutto quello che ingerisce. 

Anoressia come disturbo del comportamento

L’anoressia, infatti, è un disturbo del comportamento alimentare la cui caratteristica principale è rappresentata dal rifiuto del cibo e dal terrore di ingrassare, anche solo di qualche etto. Ciò si traduce inevitabilmente in un controllo rigido e inderogabile: si contano le calorie ingerite e si escludono dalla propria alimentazione tutta una serie di cibi considerati, a torto o a ragione, troppo calorici o comunque responsabili dell’aumento ponderale.

I cibi in lista nera sono sempre di più, tanto che alla fine il paziente si riduce a mangiare sempre le solite cose, in quantità progressivamente minori, arrivando a sopravvivere con minime quantità di frutta o verdura. In tal senso, uno dei campanelli d’allarme che possono far pensare all’esordio di questa malattia è rappresentato dalla tendenza a eliminare sempre più cibi dalla propria dieta; il rifiuto di tali cibi è solitamente totale, non ammette deroghe, e viene esteso a un numero sempre maggiore di alimenti. L’anoressico/a, inoltre, è quasi sempre affetto da disturbo di dismorfismo corporeo (conosciuto scientificamente col nome di dismorfofobia), un disturbo somatoforme che si caratterizza per la percezione alterata del proprio corpo e dei propri difetti, che il più delle volte sono immaginari. In altre parole, chi soffre di anoressia si percepisce sempre troppo grasso, anche quando è obiettivamente molto al di sotto del suo peso forma; ed è proprio questa caratteristica della malattia che può mettere a rischio la salute del paziente e addirittura la sua stessa sopravvivenza: sì, perché chi soffre di anoressia non sarà mai soddisfatto del peso raggiunto. 

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Come i familiari possono riconoscerla

Anche quando sarà gravemente sottopeso, egli si percepirà sempre troppo in carne, notando invisibili cuscinetti e strati di adipe che esistono solo nella sua mente, a causa di una percezione distorta di sé e del proprio corpo che è anch’essa uno dei principali campanelli d’allarmi. Un genitore, un fratello o un marito può accorgersi che qualcosa non va e sospettare l’insorgere di una forma di anoressia nervosa quando nota che il proprio congiunto, pur perfettamente in forma o addirittura sottopeso, insiste nel trovarsi grasso e nel prendere le contromisure per dimagrire ulteriormente. La volontà ossessiva e irragionevole di mantenersi al di sotto del proprio peso normale, percepito sempre come eccessivo, scatena una repulsione nei confronti del cibo diventa via via sempre più radicale, scatenando così quelli che sono i sintomi puramente fisici dell’anoressia, quelli che indicano una patologia ormai conclamata: un peso corporeo inferiore fino all’85% del peso normale, ma anche una bassa temperatura corporea e una sintomatologia generale che riconduce a un funzionamento anomalo dell’organismo. 

I danni che può provocare l’anoressia

Privato del giusto apporto calorico e nutrizionale, il corpo smette di funzionare a dovere, per cui chi soffre di anoressia può sviluppare anche anche amenorrea (ciclo mestruale irregolare o addirittura, nei casi più gravi, completamente assente per mesi), fragilità di unghie e capelli, che cadono in grande quantità anche a causa di forme di alopecia, ipotensione, astenia e bradicardia.

Prima di arrivare ai sintomi conclamati della malattia, però, come abbiamo visto i campanelli d’allarme sono molteplici e includono anche l’iperattività e l’eccesso di attività fisica (nel tentativo di bruciare più calorie di quelle che si assumono), la negazione decisa di ogni problema o la tendenza a nasconderlo, il profondo disagio nel dover mangiare in compagnia o in pubblico (accompagnato da scuse di ogni genere, come per esempio quella di aver già mangiato o di avere problemi di stomaco) e, non da ultimo, l’abuso di diuretici e lassativi. In alcuni soggetti sono presenti anche sintomi depressivi, ansia generalizzata e attacchi di panico.

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Anoressia: i sintomi per riconoscerla
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Anoressia: i sintomi per riconoscerla
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L'anoressia è un disturbo del comportamento alimentare e colpisce sempre di più adolescenti maschi e femmine. Ci sono diversi campanelli d'allarme: scopriamoli.
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